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日志


2月4日

194

La legge 194 (quella che in Italia regolamenta gli aborti) venne fuori, alla fine degli anni '70,sull'onda di un forte movimento femminista. Era stata progettata per dare uno spazio di indipendenza fondamentale alle donne, per dargli la possibilità di scegliere davvero una gravidanza e non di fungere da macchine sforna-figli. E' una legge, insomma, fatta per difendere le donne e la loro libertà e, per questo motivo, una conquista di civiltà.

La legge 194 è oggi nuovamente tema di discussione. La vogliono cambiare, aggiornare, in una direzione ,però, che torna di nuovo a limitare la libertà di scelta sul proprio corpo da parte delle donne. L'argomentazione usata per sostenere questa necessità di cambiamento della legge è molto poco scientifica e , soprattutto, molto violenta: le donne che fanno ricorso ad aborto (terapeutico, o altro che sia) sono delle assassine.
Voglio tralasciare le mie opinioni, non voglio scrivere esprimendole. Seguendo il dibattito, però, mi sono chiesto dove fosse un movimento attivo che parlasse solo al femminile. Dove sono le donne, quando si parla di loro? Vorrebbero obbligarle a mettere al mondo anche feti gravamente malati (con diagnosi di malattia accertata, ovviamente), e loro non si fanno sentire, non esprimono la loro? Mi sono venute in mente (brainstorming confuso, lo ammetto, ma qualcosa c'entra) le scene di culi e tette visti in tv. Mi sono venute in mente le immagini degli "otto-marzo" passati a festeggiare con degli spogliarellisti e ad ubriacarsi, mi sono venute in mente le parole di chi mi diceva che essere femminsite vuol dire sostenere (fermamente) di essere superiori ai maschi (sic!). Mi è venuto da pensare che sono prima le donne ad essere confuse, ed è per questo che lasciano agli altri la decisione per loro. Dovrebbero insegnare alle ragazze a conoscere il proprio corpo (quante conoscono cosa succede a ovaie ed utero duarente il ciclo mestruale?) e ad amministrare la propria sessualità in autonomia. Non lasciarle in balia di concetti sballati di "femminismo", tanto da non capire più quando si sta attentando alla loro libertà.
Per quanto riguarda gli aborti, quelli voluti perchè proprio la gravidanza è indesiderata, un modo per evitarli ci sarebbe: gli anti-concezionali e l'educazione sessuale nelle scuole. I primi molto spesso non vengono usati dai ragazzi e l'educazione sessuale non si sa neanche cosa è.

Non sono in grado di capire fino in fondo l'argomento per motivi genetici e di età, trovo però sconcertante che non si sia alzata nessuna voce "femmina" a dire la propria (e a pochi è venuto in mente che magari bisognasse chiedere anche a loro).
Sarebbe l'unico vero parere da ascoltare e su cui dibattere, prima che si torni al medioevo senza neanche avvisare.

Peggy Guggenheim